Puccini diventa cittadino onorario di Viareggio nel 1900. Vive a Torre del lago ma frequenta molto Viareggio, i suoi caffè, i tanti letterati che vi vivono o vi passano le vacanze. Celebri le sue frequentazioni al gran caffè Margherita, disegnato da Galileo Chini, lo stesso artista liberty che realizzerò scene e costumi della prima rappresentazione di Turandot.

Tra il 1919 ed il 1921, Puccini si fa costruire una villa da Vincenzo Pilotti e Federigo Severini, due importanti progettisti molto attivi in città. Puccini aveva comprato questo terreno sul viale Buonarroti nel 1915, ma solo quando la casa è pronta decide di lasciare Torre del Lago per Viareggio. Nell lettere che scrive lamenta che Viareggio è ormai troppo frequentata, caotica. Lui comunque – lo si evince sempre alla sua corrispondenza – frequenta i locali più alla moda, a partire dal Kursaal. I viareggini chiederanno al Maestro di comporre l’inno del nascente Carnevale in Passeggiata. Lui declina l’offerta. È ossessionato dalla Turandot, vuole finirla mentre sta sempre meno bene. Lavora in una stanza della villa al pianoforte Steinway che oggi è in museo a Lucca. L’opera resta incompiuta, la villa finirà a degli eredi e solo recentemente lo Stata l’ha affidata alla Fondazione Puccini di Lucca. Intanto la villa è stata ribattezzata il Giardino di Turandot.

Tratto da “Versilia ville e Storie”, Il Tirreno, anno 2015 (Foto: Roberto Paglianti)